I primi approcci

Il nostro dottore pensò in principio di somministrare la vitamina B12 in punture.
Alla terza puntura era chiaro che non serviva a nulla.

Nel momento in cui abbiamo smesso di somministrare Aricept & co. mi sono avvicinata alle terapie alternative. Sono venuta a conoscenza dell'alga Klamath e una neurologa ci aveva consigliato la
Papaya Fermentata.

Acquistai la Papaya fermentata della ditta Zuccari, dopo aver esaminato centinai di integratori e cercato di capire quale avesse il miglior rapporto qualità/prezzo. Lessi che le papaye venivano selezionate accuratamente, che i nutrienti erano maggiori rispetto ad altri integratori ecc ecc.. insomma abbiamo speso parecchio per fare una cura di diversi mesi, ma senza alcun successo.

Intanto iniziavano i problemi di deglutizione, quindi per provare l'alga Klamath in un primo momento presi le pastiglie ma ben presto dovetti passare alla versione liquida. Beh anche stavolta la malattia è andata avanti inarrestabile.

Provammo poi la Bacopa Monnieri, ma anche stavolta non abbiamo visto risultati tangibili.

Nello stesso periodo sono venuta a conoscenza di una dottoressa che cercò di curare suo marito con l'olio di cocco e un potente anti ossidante, il proanthenols. La dottoressa sosteneva che la malattia di suo marito non solo di era arrestata ma addirittura era regredita. Inizia a leggere studi sui chetoni e l'olio di cocco, su come i neuroni nella loro fase di "anoressia" non si cibavano più di glucosio ma non rifiutavano i corpo chetonici (detto così suona banale, ma è per far comprendere il concetto in modo spiccio) e tentai anche questa strada.

Beh dopo circa 3 settimane abbiamo iniziato a notare dei cambiamenti: mia madre risultava più vigile, seguiva i movimenti con lo sguardo (e non lo faceva più da tempo).. quindi l'olio di cocco sembra avere un qualche effetto. Ma pian piano iniziò ad avere problemi digestivi, iniziò a vomitare il pranzo, evidentemente 30 gr di olio di cocco per il suo stomaco, ormai depresso e delicato, erano veramente troppi. Cercai così degli integratori, ma all'epoca non esisteva nulla di veramente valido.

Finita l'era dell'olio di cocco abbiamo tentato la vitamina D. Purtroppo le informazioni le ho acquisite pian piano, poche alla volta, altrimenti, magari, un qualche effetto tutto questo l'avrebbe avuto. Gli effetti di 10.000 ui di vitamina D giornalieri all'inizio si sono notati, ma pian piano tornava tutto come prima. Ma da allora la malattia è praticamente stabile e non capisco bene il perchè. Riesco ancora a nutrirla, ma a fatica, e tutti i giorni la laviamo, vestiamo e alziamo come sempre, senza notare grossi cambiamenti.

E' proprio questo che mi sfugge di questa malattia.. perchè nel momento in cui diventi di fatto un vegetale si ferma tutto? Perché la malattia non progredisce così tanto da dire al cuore "fermati" e far smettere di soffrire questi malati? Ho letto nel testo di Bredesen che si muore perché il cervello smette di dare l'impulso di respirare al corpo, ma perché se il declino è relativamente veloce non lo è anche la fase finale? Magari tutti questi "esperimenti" hanno arrestato la malattia?

Immagino non avrò mai risposta alle mie domande.


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