Ultimamente mi sono trovata a leggere il testo del dottor Dale Bredesen (se non lo conoscete già, acquistatelo, ne vale davvero la pena, su Amazon costa circa 14€, se vuoi aiutarmi clicca qui) che mi ha dato un po' di speranza.. magari non funzionerà niente, magari si, ma lui è ottimista e quando un genio, un pioniere (un pezzo grosso insomma) è ottimista, l'ottimismo si trasmette anche ai malati.
E' l'unico studioso che vanta casi di chargeback di Alzheimer. Ovvero persone che presentavano sintomi della malattia e sono guarite. Assurdo vero?
Bene, secondo lui questa malattia non è affrontabile su un solo fronte, ma su almeno 36. E' come un tetto con 36 buchi e per non far entrare l'acqua bisogna, necessariamente, cercare di chiuderne il più possibile.
Ma le linee guida non sono impossibili da seguire, almeno non per me, che seguo già un regime dietetico controllato e faccio sport in maniera costante.
Questi i capisaldi della sua teoria.
1) In primo luogo dobbiamo sapere se siamo positivi all'ApoE4. E' importantissimo e i nostri medici in Italia non hanno ancora ben chiaro il concetto e spesso (anzi nel mio caso, sempre) scoraggiano le persone che chiedono di eseguire il test del Dna. In Italia è possibile eseguire il sequenziamento totale del Dna al San Raffaele di Milano, ma solo dietro ricetta medica e solo a scopo terapeutico (quindi devi essere già malato). Ma esistono agenzie private, 23andme come ho già citato, che lo fanno per costi quasi irrisori ma non per l'Italia. Se avete amici in Inghilterra, prima che subentri la Brexit, potete farvi mandare da loro il test. Oppure esistono anche laboratori italiani, ma preparatevi ad un vero e proprio interrogatorio.Conoscere la propria positività al gene ApoE4 è importante, perché se avete una coppia di ApoE4 è un conto, se avete una coppia di ApoE3 è tutto un altro paio di maniche.
Avere due alleli ApoE4 significa avere una possibilità del 50% in più (ma in alcuni casi anche il 90%) di ammalarsi di AD, magari non necessariamente in età giovanile, ma dopo i 65 anni. Saperlo può aiutarvi a prevenire la cosa, attuando uno stile di vita idoneo e integrando quanto necessario. Dopo i 45 anni sarebbe consigliabile effettuare i controlli di routine, una cognoscopia (per citare ancora Bredesen), perché solo così è possibile combattere.
2) Analisi di base. Bredesen parla di molte analisi che in Italia (oh e almeno stavolta siamo avvantaggiati) è possibile fare tramite SSN, se prescritte da un medico. Sarò breve (per maggiori dettagli vi consiglio ancora la lettura del libro): omocisteina, proteina C reattiva, ormoni (in particolare per noi donne), glicemia, le vitamine del gruppo B, la D, la E, la C, colesterolo, hdl, ldl, emoglobina glicata, i test della tiroide, compresa la T3 inversa, il rapporto albumina/globulina, il rapporto omega3/omega6, il glutatione, il rapporto rame/zinco. In linea di massima sono tutte qua.
Inoltre è molto importante eseguire un mineralogramma dei capelli o comunque un test che ci permette di capire se siamo stati esposti a metalli pesanti (mercurio, piombo, arsenico, cadmio). C'è infatti una forma di Alzheimer prettamente infiammatoria, legata, forse, alla nostra esposizione ai metalli pesanti ed ai veleni presenti negli alimenti, nell'ambiente.
3) Smettere di fumare. Lo so, è banale.
4) Controllare la propria alimentazione, cercando di raggiungere il nostro peso forma. Tutti sono concordi che è meglio seguire una dieta con pochi carboidrati, comunque di origine vegetale. Poca carne, possibilmente bianca e biologica. Alcuni parlano di dieta paleo, alcuni di chetogenica, altri ancora di ketoflex.. la costante è il mangiare pochi carboidrati, a favore di grassi di origine vegetale, come olio di oliva e di cocco (in particolare mct, ne parlerò). Diciamo che sono le linee guida di molte diete, nulla di nuovo. Si a patate dolci, no a patate bianche. Il solito insomma.
5) Fare tutti i giorni un po' di attività fisica, almeno 45 minuti 5 giorni a settimana. Nemmeno qui nulla di nuovo sotto il sole: si parla di corsa per le sinapsi, ma la corsa provoca anche ossidanti; si parla di pesi per i muscoli; attività come lo yoga per il rilassamento.
6) Abbassare i livelli di stress. Praticare attività come lo yoga, appunto, socializzare, uscire, ascoltare musica da rilassamento. Va tutto bene.
7) Praticare una buona igiene del sonno. Dormire almeno 8 ore a notte, avendo cura di dormire senza luci. Fare attenzione alle apnee, che potrebbero velocizzare il processo. Cercare di guarire la causa che le provoca.
8) Allenare tutti i giorni la propria mente. Parole crociate, leggere i libri, immaginare mondi fantastici.. fa tutto bene alla mente. Esistono anche app (un po' care per la verità) che ci aiutano in questo.
9) Purificarsi dalle tossine. Ci sono studi che dichiarano che i popoli che fanno molte saune soffrono meno di malattie neurodegenerative. Far seguire sempre la sauna da una doccia senza saponi emollienti, per evitare che le tossine rientrino nel nostro corpo.
10) Guarire il proprio intestino. C'è una correlazione fra cervello ed intestino, anche se sembra strano. Cercare di capire se si hanno intolleranze (glutine, latte) per evitare che il nostro intestino diventi "permeabile" ai batteri. Già, perché a quanto pare i batteri passano anche nel cervello. Ci sono degli studi che correlano l'AD con batteri della bocca, del naso.. di tutto un po'. E' importante evitare le infiammazioni di tutti i tipi.
In linea di massima questo è il vademecum che sono riuscita a sintetizzare. I punti sono tantissimi e vari, ma ripeto che per chi ne ha voglia e curiosità è tutto illustrato piuttosto bene nel testo di Bredesen. Lui ha raccolto, un po' come me, tutti gli studi di altri studiosi e li ha riuniti con i suoi per creare un piano di attacco, che varia in base alla tipologia di AD che si ha o si pensa si potrà avere.
Grazie mille!!!!
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