Vitamina D3 o Colecalciferolo
E' una delle vitamine del gruppo D. E' strutturalmente uno steroide, con affinità strutturali con il testosterone, il colesterolo ed il cortisolo.
SINTOMI DI CARENZA: La carenza di vitamina D3 è molto comune: si è stimato che il 76% delle donne italiane sopra i 70 anni presenta
livelli ematici di 25(OH)D inferiori a 10 ng/ml alla fine dell'inverno. Ma questo problema non riguarda solo le persone più anziane, ma interessa anche circa il 50% dei giovani, soprattutto nei mesi invernali. La carenza di vitamina D3 potrebbe ostacolare il buon funzionamento del sistema immunitario portando ad una maggiore incidenza di malattie autoimmuni, come l'artrite reumatoide, il Lupus e il diabete di tipo 1. Inoltre chi ha livelli bassi di vitamina D3 ha un rischio maggiore di sviluppare coronaropatie e Alzheimer.
La vitamina D3 è anche precursore della serotonina, quindi si è trovata una correlazione anche fra stati depressivi e carenza di vitamina D3.
SINTOMI DI ECCESSO: può determinare un aumento dell’assorbimento intestinale e riassorbimento osseo del calcio, ipercalcemia, con conseguente diminuzione del PTH sierico (vedi calcio e osteoporosi). In questa condizione di perdita di omeostasi calcica si possono manifestare nausea, diarrea, ipercalcemia ed ipercalciuria. Tra gli effetti collaterali più comuni si registrano prurito, difficoltà a respirare normalmente, gonfiore sul viso, in particolar modo a livello della bocca, dolore toracico e senso di oppressione, necessità di urinare più spesso nel corso della giornata (poliuria).
DOSE MASSIMA: Il range ottimale per la salute è tra 30 e 50 ng/ml. Una quantità di
vitamina D tra 80 e 100 ng/ml è importante anche per il nostro caro AD. L'alimentazione in Italia fornisce in media circa 300 UI/die, per cui
quando l'esposizione solare è virtualmente assente debbono essere
garantiti supplementi per 1200-2000 UI/die.
A COSA SERVE: La funzione principale della vitamina D risiede nel favorire l'assorbimento del calcio nell'intestino e del fosforo da parte del tubulo contorto prossimale, oltre che nel riassorbimento del calcio a livello dei reni e la deposizione del calcio a livello del tessuto osseo.
DOVE TROVARLA: I cibi più ricchi di vitamina D sono i pesci grassi come il salmone, l'aringa, il pesce spada, le acciughe; le uova (il tuorlo); l'olio di fegato di merluzzo; le carni rosse e alcune verdure (ad esempio i porcini).
PROVE SCIENTIFICHE: per molto abbiamo creduto che ci fosse correlazione fra carenza di vitamina D3 e rischio di AD. Alcuni studi hanno purtroppo smentito queste convizioni (studi dell'Università di Adelaide e del Sud Australia). Comunque il nostro testo e anche prove empiriche condotte da me e da altri ci fanno ben sperare, quando somministrai all'inizio la vitamina D3 a mia madre sembrava più vigile. L'effetto è svanito dopo circa 3 settimane dalla sospensione. Inoltre vi sono persone che sostengono che i proprio cari abbiano recuperato i rircordi a seguito della somministrazione di 2 fiale da 100,000 UI (a settimana) di vitamina D3. Ero in un bellissimo gruppo Facebook dove parlavamo di queste cose fino a qualche tempo fa, ma purtroppo il suo fondatore (per averci aiutati, sic) è stato indagato e ha rischiato di essere radiato dall'albo. Ecco cosa succede a chi cerca di essere innovativo in Italia.
Secondo il nostro testo, la vitamina D3 penetra nel nucleo che contiene il DNA e attiva oltre 900 geni, alcuni dei quali correlati alle sinapsi cerebrali.
Oppure per stabilire la vostra dose ottimale potete usare la seguente formula: sottraete il vostro valore attuale al vostro obiettivo e moltiplicate la differenza per per 100.
Ad esempio: 80(obiettivo)-63(valore rilevato dalle analisi)=17x100 --> 1700 UI

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